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Avrem lieta di maschere la notte - text

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SCENA IX
Galleria nel palazzo di Flora, riccamente addobbata ed illuminata. Una
porta nel
fondo e due laterali. A destra, piu' avanti, un tavoliere con quanto
occorre pel giuoco; a
sinistra, ricco tavolino con fiori e rinfreschi, varie sedie e un divano.
(Flora, il
Marchese, il Dottore ed altri invitati entrano dalla sinistra discorrendo
fra loro.)

FLORA
Avrem lieta di maschere la notte:
N'e' duce il viscontino
Violetta ed Alfredo anco invitai.

MARCHESE
La novita' ignorate?
Violetta e Germont sono disgiunti.

DOTTORE E FLORA
Fia vero?

MARCHESE
Ella verra' qui col barone.

DOTTORE
Li vidi ieri ancor parean felici.
(S'ode rumore a destra.)

FLORA
Silenzio udite?

TUTTI
(Vanno verso la destra.)
Giungono gli amici.


ZINGARE
Noi siamo zingarelle
Venute da lontano;
D'ognuno sulla mano
Leggiamo l'avvenir.
Se consultiam le stelle
Null'avvi a noi d'oscuro,
E i casi del futuro
Possiamo altrui predir.
I.
Vediamo! Voi, signora,
(Prendono la mano di Flora e l'osservano.)
Rivali alquante avete.
(Fanno lo stesso al Marchese.)
II.
Marchese, voi non siete
Model di fedelta'.

FLORA
(al Marchese)
Fate il galante ancora?
Ben, vo' me la paghiate

MARCHESE
(a Flora)
Che dianci vi pensate?
L'accusa e' falsita'.

FLORA
La volpe lascia il pelo,
Non abbandona il vizio
Marchese mio, giudizio
O vi faro' pentir.

TUTTI
Su via, si stenda un velo
Sui fatti del passato;
Gia' quel ch'e' stato e' stato,
Badate/Badiamo all'avvenir.
(Flora ed il Marchese si stringono la mano.)

SCENA XI
(Detti, Gastone ed altri mascherati da Mattadori, Piccadori spagnuoli,
ch'entrano
vivamente dalla destra.)

GASTONE E MATTADORI
Di Madride noi siam mattadori,
Siamo i prodi del circo de' tori,
Teste' giunti a godere del chiasso
Che a Parigi si fa pel bue grasso;
E una storia, se udire vorrete,
Quali amanti noi siamo saprete.
GLI ALTRI
Si', si', bravi: narrate, narrate:
Con piacere l'udremo

GASTONE E MATTADORI
Ascoltate.
E' Piquillo un bel gagliardo
Biscaglino mattador:
Forte il braccio, fiero il guardo,
Delle giostre egli e' signor.
D'andalusa giovinetta
Follemente innamoro';
Ma la bella ritrosetta
Cosi' al giovane parlo':
Cinque tori in un sol giorno
Vo' vederti ad atterrar;
E, se vinci, al tuo ritorno
Mano e cor ti vo' donar.
Si', gli disse, e il mattadore,
Alle giostre mosse il pie';
Cinque tori, vincitore
Sull'arena egli stende'.
GLI ALTRI
Bravo, bravo il mattadore,
Ben gagliardo si mostro'
Se alla giovane l'amore
In tal guisa egli provo'.

GASTONE E MATTADORI
Poi, tra plausi, ritornato
Alla bella del suo cor,
Colse il premio desiato
Tra le braccia dell'amor.
GLI ALTRI
Con tai prove i mattadori
San le belle conquistar!

GASTONE E MATTADORI
Ma qui son piu' miti i cori;
A noi basta folleggiar

TUTTI
Si', si', allegri Or pria tentiamo
Della sorte il vario umor;
La palestra dischiudiamo
Agli audaci giuocator.
(Gli uomini si tolgono la maschera, chi passeggia e chi si accinge a giuocare.)

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